Actively Managed Certificate (AMC): uno strumento molto interessante che coniuga le caratteristiche dei certificati di investimento ad una gestione attiva
- 21 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Negli ultimi anni, il mercato dei certificati di investimento ha visto una crescente diffusione tra gli investitori retail, da un lato favorita dalle reti tradizionali, le quali emettono con cadenza periodica prodotti strutturati acquistabili in emissione, dall’altro grazie al meccanismo di quotazione che rende questi strumenti disponibili sul secondario attraverso i Market Maker, seppur con una liquidità ancora oggi limitata rispetto ai mercati quotati tradizionali. Questo si traduce oggi in un segmento di Borsa Italiana dedicato a questi strumenti che cuba circa 38 miliardi di euro in termini di volumi di scambio, numero che porta l’Italia ad essere tra i primi mercati in Europa su questa categoria.
In questo articolo andremo ad approfondire una specifica categoria di Certificati, gli Actively Managed Certificate (AMC), strumenti che uniscono la flessibilità della gestione attiva, con l’efficienza operativa
dei prodotti strutturati.

La loro struttura è molto diversa dai classici Investment Certificates (Barriera, Equity Protection, CLN, ecc. ecc.), in quanto il loro profilo di rischio rendimento non è stabilito ex ante tramite scenari contrattualmente definiti. Si tratta di una soluzione di investimento gestita in maniera discrezionale, sempre più utilizzata da gestori patrimoniali, family office e investitori evoluti, per implementare strategie dinamiche su mercati quotati in modo accessibile e fruibile per la maggior parte degli investitori al dettaglio.
Cos’è un Actively Managed Certificate
Un Actively Managed Certificate è un certificato d’investimento il cui valore dipende da un portafoglio di strumenti finanziari sottostante gestito attivamente tramite una o più strategie discrezionali.
A differenza dei Certificati tradizionali, che seguono una struttura predefinita, con un payoff di rischio rendimento definito contrattualmente ex ante dall’emittente, l’AMC replica la performance di un indice che viene costruito ad hoc per fare tracking di un portafoglio di strumenti finanziari gestiti tramite una strategia di investimento specifica e duratura nel tempo.
In sostanza, l’AMC funziona come un “contenitore” quotato che consente di replicare in modo efficiente una gestione attiva, senza dover acquistare direttamente i singoli strumenti sottostanti. Di fatto può essere paragonato ad un Fondo Comune di Investimento, ma tecnicamente rappresenta una emissione di debito da parte di un emittente e tipicamente è quotato sul mercato.
Come funziona
Il funzionamento è relativamente semplice:
Definizione della Strategia
Si definisce una strategia di investimento (ad esempio: long/short equity, globale multi-asset, trading sistematico, ecc.), necessaria a capire se l’operatività richiesta potrà essere implementata all’interno del Certificato.
Definizione dell’Universo Investibile
Si definisce l’universo investibile degli strumenti finanziari su cui verrà implementata la strategia. All’interno dell’AMC possono essere inseriti strumenti finanziari di qualsiasi genere come:
Azioni
Obbligazioni
ETF/Fondi
Future/Opzioni
Liquidità
Devono essere rispettati alcuni limiti operativi e criteri di concentrazione, e affinchè l’ AmC sia accessibile agli investitori al dettaglio, gli strumenti sottostanti devono essere quotati e scambiati sui Mercati Regolamentati.
Gestione attiva
L’ Asset Allocation del portafoglio di investimento può essere modificato in qualsiasi momento, in modo agevole e dinamico, attraverso la compavendita degli strumenti finanziari definiti nell’Universo Investibile e nel rispetto dei limiti oprativi imposti dal regolatore.
Replica del valore
Il valore del certificato segue l’andamento di un indice costruito ad Hoc che a sua volta replica le performance del portafoglio sottostante, al netto dei costi. L’indice è tipicamente espresso su base 100 e il suo andamento riflette il NAV (valore netto degli asset) del portafoglio di strumenti finanziari sottostante.
Caratteristiche principali
Gli AMC, quindi, presentano alcune caratteristiche distintive:
Gestione attiva discrezionale, tipica di un Fondo Comune di Investimento
Trasparenza, in molti casi il portafoglio è visibile
Liquidità giornaliera, tramite la quotazione sul mercato regolamentato
Accessibilità ad ogni tipo di investitore, anche con capitali relativamente contenuti
Struttura semplice e lineare, rispetto ad altri certificati strutturati
A scadenza o Open Ended, possono avere una scadenza contrattuale oppure no
Distribuzione di Proventi, può essere riconosciuta una distribuzione periodica
Emittenti principali
Gli AMC sono tipicamente emessi da banche d’investimento, tra cui:
Leonteq
Vontobel
UBS
Credit Suisse
BNP Paribas
Société Générale
Queste istituzioni forniscono la struttura legale e operativa, mentre la gestione può essere affidata a:
Asset Manager
Advisory Firm
Gestori Indipendenti
Aspetti fiscali
Dal punto di vista fiscale, il portafoglio sottostante ad un AmC, come negli OICR, è considerato lordista, quindi incassa capital gain e proventi (cedole/dividendi), al lordo della tassazione, ma allo stesso tempo, come avviene per tutti gli Investment Certificates, i redditi positivi generati da tale strumento rientrano nella categoria dei redditi diversi, tali redditi quindi vengono tassati con una aliquota del 26% e possono essere compensati con eventuali minusvalenze.
Questo rappresenta un vantaggio rispetto ai Fondi Comuni di Investimento (OICR), i cui proventi sono classificati invece come redditi di capitale e quindi non compensabili con eventuali minusvalenze accumulate negli zainetti fiscali.
Costi associati allo strumento
Come negli OICR, l’AmC presenta una struttura di costi ricorrenti, caratterizzata da un lato dal costo di strutturazione e mantenimento dell’emittente, dall’altro dai costi di management fee e/o e performance fee richieste per la gestione del portafoglio e della strategia di investimento. Infine ci sono costi transazionali legati alle compravendite degli strumenti finanziari all’interno del portafoglio, e un Bid/Ask Spread che il Market Maker si trattiene ogni qual volta viene negoziato il certificato in acquisto o vendita. Di seguito uno specchietto riassuntivo che mostra le varie voci di costo e i rispettivi range:

Per riassumere
Vantaggi
Tra i principali pro:
✅ Elevata flessibilità gestionale
✅ Accesso a strategie sofisticate
✅ Efficienza fiscale
✅ Trasparenza
✅ Strumento quotato e liquido
Svantaggi e rischi
Non mancano tuttavia alcune criticità:
❌ Rischio emittente
❌ Costi
❌ Dipendenza dal gestore
❌ Liquidità non sempre elevata
❌ Possibile complessità operativa
Conclusioni
Gli Actively Managed Certificates rappresentano uno strumento evoluto che consente di combinare la gestione attiva con la struttura dei certificati.
In un contesto di mercati sempre più complessi e dinamici, gli AMC possono costituire una valida alternativa ai tradizionali strumenti di risparmio gestito, purché inseriti in modo consapevole all’interno di un portafoglio ben diversificato.



