Valutazioni elevate e prospettive di rendimento: Investire nell’Equity Americano e ancora una opportunità? Scopriamo cosa ci insegna il forward P/E dell’S&P 500
- lucacopp
- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Introduzione
L’S&P 500 è uno degli indici azionari più importanti al mondo: rappresenta le 500 principali società quotate negli Stati Uniti, coprendo circa l’80% della capitalizzazione di mercato americana. È considerato un benchmark chiave per valutare l’andamento del mercato azionario USA.
Performance storiche dello S&P 500 dall’era dell’euro
Dall’inizio del nuovo millennio, l’S&P 500 ha attraversato fasi di forte volatilità ma anche di crescita straordinaria:
2000-2007: espansione pre-crisi
L’indice è rimasto pressoché stabile nell’intorno dei 1.400 punti, con un iniziale forte trend di ribasso che lo ha portato a 800 punti circa fino al 2003, per poi avviare un forte trend rialzista e arrivare nuovamente ai massimi di inizio millennio.
2008 - 2011: crisi finanziaria e fallimento Lehman Brothers
L’S&P 500 ha toccato i minimi storici intorno a 670 punti in piena crisi fallimento Lehman Brothers, con una perdita di oltre il 50% dai massimi. È stato uno dei peggiori drawdown della storia moderna, per poi ritornare ai 1.250 punti prima del 2011.
2012 - 2019: crisi del debito sovrano europeo
Inizia un trend di crescita forte e costante che porterà l’indice dai 1.250 punti a toccare i massimi intorno ai 3.250 punti, una rivalutazione pari ad oltre il 250%.
2020 - 2021: pandemia Covid-19
Crollo rapido dai massimi precedenti di oltre il 30% in meno di un mese, seguito poi da un rimbalzo record grazie agli stimoli monetari e fiscali. Da marzo 2020 a fine 2021, l’indice è salito di circa il 50%, passando da 3.250 punti fino a 4.800 punti.
2022 - oggi: Le guerre, l’inflazione e Trump
Ritracciamento importante pari a circa il 30%, dai massimi di 4.800 punti fino ai 3.500 punti, e poi una nuova corsa pre-dazi imposti da Trump fino a 6.000 punti. Poi nuovamente uno storno importante di circa 20% in meno di un mese, e poi di nuovo massimi storici ad oggi a quota 6.800 punti, +40%.
Performance cumulata dal 2000 a oggiNonostante le varie crisi attraversate e i continui storni di mercato, l’S&P 500 è passato da circa 1.400 punti a oltre 6.800, con una crescita cumulata superiore al +380%, dimostrando la resilienza del mercato USA nel lungo periodo.



Analisi sul Forward P/E ratio
Il Price/Earnings Ratio (P/E) è un indicatore che misura il rapporto tra il prezzo di un’azione e gli utili che l’azione stessa genera per il suo investitore. E’ un indicatore molto utilizzato nell’analisi finanziaria dei mercati azionari in quanto fattivamente descrive in quanti anni, al netto dell’evoluzione del prezzo del titolo, io rientrerò del mio capitale economico investito: molto banalmente, ipotizzando che i prezzi rimangano fermi nel tempo, comprare un titolo azionario con un P/E di 5x, vuol dire pagare quel titolo 5 volte l’utile che lo stesso genera annualmente, e quindi maturare sotto forma di diritto all’utile in 5 anni il capitale che si è investito. Attenzione però, il rientro dal capitale finanziario investito ovviamente dipenderà dalla politica dei dividendi, e quindi effettivamente da quanto di quegli utili e quando gli stessi verranno effettivamente staccati.
Nella versione forward, il calcolo si basa sugli utili stimati per i prossimi 12 mesi, fornendo una prospettiva sulle aspettative di mercato. Un P/E elevato indica che gli investitori stanno pagando molto per ogni dollaro di utili futuri, segnalando valutazioni potenzialmente “tirate”.
Il grafico di seguito ci aiuterà ad analizzare cosa vuol dire investire oggi nel mercato azionario USA.

Cosa mostra il grafico?
Sull’asse orizzontale troviamo il forward P/E ratio, che varia da circa 8x a oltre 26x;
Sull’asse verticale sono riportati i rendimenti annualizzati totali (in percentuale), da – a +30%;
Ogni punto rappresenta un dato storico mensile dal 1988 in poi, ogni dato quindi rappresenta in uno specifico anno dal 1988 ad oggi quanto è stato il rendimento annualizzato dei successivi 10 anni in relazione al livello di forward P/E Ratio.
La tendenza è chiara, il grafico evidenzia una forte correlazione lineare: all’aumentare del P/E, i rendimenti futuri tendono a diminuire. Quando il P/E forward è basso (8x-12x), i rendimenti medi decennali sono stati spesso superiori al 10-15% annuo. Al contrario, quando il P/E supera 20x, i rendimenti si comprimono fino a diventare prossimi allo zero o addirittura negativi.
Il livello attuale: oltre 23x
Il grafico evidenzia un’altra cosa importante, il livello corrente con una barra verde: circa 23x. Storicamente, ogni volta che il mercato si è trovato su queste valutazioni, i rendimenti medi dei successivi dieci anni sono stati negativi o pari a zero. Questo non significa che il mercato crollerà domani, ma semplicemente mette in luce una relazione statistica robusta tra queste due variabili che può essere presa in considerazione dagli investitori per capire le aspettative di rendimento a lungo termine.
Perché accade?
Valutazioni elevate = aspettative elevate
Prezzi alti rispetto agli utili implicano che gli investitori stanno pagando molto per ogni dollaro di profitto. Se la crescita degli utili non accelera in modo significativo, il ritorno complessivo tende a deludere.
Mean reversion
I mercati tendono a tornare verso medie storiche. Un P/E molto alto spesso anticipa una fase di normalizzazione, che può avvenire tramite correzioni dei prezzi o crescita lenta degli utili.
Contesto macroeconomico
Tassi di interesse bassi e liquidità abbondante hanno spinto le valutazioni verso l’alto negli ultimi anni. Se queste condizioni cambiano, il premio pagato per gli asset rischiosi potrebbe ridursi.
Riflessioni per gli investitori
Rendimenti attesi più bassi: chi investe oggi nell’S&P 500 potrebbe incorre nel dato statistico storico evidenziato dal nostro studio, e quindi in rendimenti bassi o addirittura negativi.
Diversificazione: in scenari di valutazioni elevate, è cruciale diversificare verso asset meno correlati, come obbligazioni o asset class alternative.
Focus sul rischio: può essere utile investire in strumenti a capitale protetto per abbassare la componente rischio di perdita del capitale.
Conclusione
L’analisi presentata non è una previsione certa, ma il risultato di una analisi statistica dei dati storici, non ha valenza predittiva sui rendimenti futuri, ma sicuramente può aiutare l’investitore a riflettere: quando il forward P/E raggiunge livelli elevati (>20x), i successivi dieci anni non sono stati generosi. Per chi gestisce patrimoni, questo significa rivedere le aspettative e adottare strategie più prudenti e flessibili.
TOKOS Scf Multi Family office ha maturato una esperienza molto forte nei suoi 20 anni di presenza sul mercato, sviluppando un approccio analitico e professionale. E’ molto importante avere competenza per non fare scelte errate e inconsapevoli, e quindi rappresenta una alternativa valida scegliere un soggetto qualificato e professionale per accompagnare le proprie scelte di investimento, proteggere e valorizzare nel tempo il proprio patrimonio.
